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Viajar descanta, ma chi parte mona torna mona

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Pachamama-Riportando Tutto a Casa

Carissimi,

permettemi, a costo di essere un po’ ( solo un po’ promesso) melanconico,  di estendere la sensazione strana che prende lo stomaco e a volte la testa di ritorno da un cammino.  Qualche giorno l’atterraggio, quando il corpo ha cominciato a smaltire le fatiche che annebbiavano la testa, mi fermo a contemplare i propri pensieri. A chiunque sarà capitata questa sensazione…a me è successa mentre guardavo il cielo notturno…aspettando un sonno che non voleva venire.

Questo, almeno per me, non ha nulla a che vedere con la fine fisica del viaggio, come esso dovesse avere un inizio e una fine, ma molto più semplicemente l’inizio di una nuova fase del viaggio…quella in cui pensieri, emozioni e sensazioni emergono prepotentemente e lottano per uscire…

In questo senso si apre una nuova fase: il tesoro di un cammino è maturo per uscire e per portarti i doni che questa esperienza ti ha lasciato come tanti invisibili segni nel corpo e nella testa. Questa è la ricchezza impagabile del viaggio…credo…

ps: lo so che state aspettanto le foto….allora la pagina riassuntiva del viaggio…con tutti i percorsi, moleskine di viaggio e le attese foto…la trovate qui

Pachamama-Palermo, Capital Federal Buenos Aires

Passeggiando nel tardo pomeriggio, mi trovo ad iniziare a conoscere questo quartiere, nell’altra visita solo sfiorato…

E gironzolo…gironzolo…talmente tanto che mi dimentico persino di scattare foto. Mi immergo in questo quartiere con una strana sensazione di stupore. Quella sorpresa nel vedere Capital Federal cosi’ nuovamente diversa dal resto della citta’.

In questo autunno piovoso, Palermo ha un cappotto leggero dove si vanno a posare le foglie gialle che cadono dai molti alberi lungo i viali. D’aspetto curato, il quartiere borghese non si veste d’un liberty altoborghese come la vicina Recoleta. Esprime una sua quiete di viali, parchi e casette basse.

L’effetto e’ quello di una romantica decadenza nostalgica. Il che non dispiace gli occhi e i sensi del visitatore dal passo lento quale, ad esempio, sono io….

IlGirandoliere sente la primavera…

Ciao,

breve post per alcune comunicazioni di servizio….

Innanzitutto ho iniziato una sperimentazione/rinnovamento di alcuni slideshow di foto avvalendomi del servizio fornito da Flickr.com

…e mi piacerebbe sapere l’opinione dei navigatori in proposito. Nel dettaglio le slideshowrinnovate riguardano i viaggi:

-España 2008

– La Rumba de Madrid

-Un sueño Argentino

-La querida Voz de Sevilla

-Laguna ( arricchito di nuove foto!!!!)

– Ciuri Ciuri ( Sicilia)

-Napoli

-Dandalù

-Eireann

-Weekend Scacciapensieri (Siena e Provincia)

Approfittando dell’occasione, comunico anche una piccola anticipazione: nel mese di marzo, infatti,   ho in mente di organizzare un altro piccolo giretto in Italia…una weekend lungo come in autunno…allontanarmi dalla laguna…e godermi una piccola visita in un’altra regione italia. E dato che questo paese offre un sacco di spunti e idee per quanto riguarda le città di provincia…la scelta è ampia…piccolo indizio….si va verso il Centro….

fra breve comunque ci saranno aggiornamenti….nel frattempo suggerimenti????

Un sueño argentino- sobre la mezcla

sobre l’argentina ovvero dedica alla mezcla

sobre la mezcla o sobre la locura argentina. De verdad sobre las dos cosas juntas…que no se puede dividirlas…por esto hecho somos primos.

Somo primos. Siamo cugini..molto di più di quanto noi ( argentini, spagnoli e italiani pensiamo. Ma come nasce questo sentimento di vicinanza così stretto…così familiare?

Quando sono atterrato ho istintivamente cercato nel paesaggio qualcosa che mi ricordasse la vecchia europa…solo dopo mi sono reso conto che mi sbagliavo!

Dovevo guardare i visi e ascoltare le parole…lì ho trovato l’europa o quantomeno la sua parte migliore, quella che stiamo dimenticando. La stiamo dimenticando perchè abbiamo, quasi irrimediabilmente, perso la memoria di ciò che siamo e di ciò che siamo stati: una mezcla.

Confinati nei nostri micro-ambienti, alimentati da cure di paure e psicosi in sovradosaggio continuo, abbiamo scelto l’autismo della xenofobia. Vale a dire sbarrare bocca, occhi e orecchie alla curiosità e alla voglia di sedersi ad ascoltare.

E’ nel senso di quel mio sentirmi a casa, di questa accoglienza di cui parlavo prima che vedo la Mezcla argentina perchè è nel sedersi ad ascoltare chiunque sia venuto qui, sia stato prima spagnolo, italiano, tedesco, scozzese, inglese, ebreo, russo e paraguagio, boliviano, cileno poi, il senso di questa mezcla.

Sedersi ad ascoltare e interrogarsi sulle contraddizioni di ciò che significa argentinità.

Mi chiedo se sia questo motivo che spinge tutti quei ragazzi e ragazze europei, tanti veramente tanti, che ho incontrato e con cui ho parlato, perdidos en la locura argentina…

me parece que esto es un buen pays por perdirse….

Un sueño argentino- Iruya

i buoni propositi di alzarsi ad un ora decente per partire si è infranta sul muro dell’orario di partenza…più vicino alla tarda mattinata!!

IRUYA

ultimo giorno di condividione di auto e viaggio con la Csurfer francesa. Due ore e mezza di strada sterrata e pietrosa, dolori alla schiena per le vibrazioni. L’andatura massima che oscilla tra i 30 e i 40 orari.

Guardare le foto non serve, non dà nemmeno la vaga sensazione che tutto questo lo fai solo per andare a vedere un paesino imbucato fuori dal mondo, sopportato tutti i sobbalzi della strada e il continuo scalare e discendere montagne…scansando camion.

Nel frattempo, un po’ la sensazione di esserta quadagnata questa meta c’è l’hai. Contibuisce il fatto di restituire un po’ a tutti quelli che hanno arricchito il tuo karma in queste settimane, e dai un passaggio a due autostoppiste-maestre di scuola.

L’altitude morde alle gambe…e ti lascia fiato…tramortito dai suoi 3200 metri sopra il livello del mare Iruya…semplicemente.

Il classico paesino fuori dal mondo…solo che questa volta è davvero così…lo è. Realmente,

Le case di argilla e mattoni…la piccola scuola elementare dai muri bianchi..i sorrisi stupiti dei bambini che corrono incontro alla macchina per salutare.

Ti senti un testimone pratico della biodiversità…ti viene spontaneo chiederti che cosa vuol dire vivere qui…molto egoisticamente ti chiedi se il tuo stile di vita sarebbe possibile qui…o dipende dall’ora in cui arriva il camion? O se arriva? Ti chiedi quale sia la concezione del tempo dei suoi abitanti…che si misura nei chilometri percorsi camminando…

…è naturale che te lo chieda…la concezione del tempo intendo…mentre il mate attenua un poco l’altitudine…

IL CERRO DES LOS SIETE COLORES

il cerro…ovvero la montagna dei 7 colori…stupefante lo spettacolo della natura in un piccolo paesino di montagna…Purmamarca…

a vederlo sembra il sogno di un pittore particolarmente fantasioso, che in una notte di delirio creativo a lasciato agli uomini e alla natura questo suo dono…

ma non c’è tempo per la commozione…anche se la ricacci indietro…dopo poco ritorna su…riportando a galla tutto…facendo uscire tutto quello che hai visto, sentito, parlato in queste settimane,…

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