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Viajar descanta, ma chi parte mona torna mona

Posts tagged lu sule lu mare lu ientu

Finibus Terrae- Ringraziamenti

 

 

 

 

 

La nostalgia canaglia che mi attanaglia mentre scrivo questo post e’ l’altra faccia della medaglia di un immenso grazie per questa terra e per le sue genti: senza di loro la bellezza di questa terra non sarebbe cosi’ viva!
Per la generosita’,il calore e le infinite discussioni sul dialetto a Massimiliano, Fernando e Marco di Lecce
Per i porzioni “leggere” di orecchiette, l’ironia, la genuina e calorosissima ospitalita’, il loro esserci Lucia, Angelo e Mary di Struda’
Per l’incredibile aiuto nelle difficolta’, la generosita’ grande grandissima immensa, le pazienza nel mostrare e spiegare i segreti della campagna e l’affetto gigantesco che mai potro’ ripagare a Salvatore, Liliana e Anna di Martano .Con la menzione speciale per Nonna Maria e la sua tavola imbandita.
Per un cuore grande come lu capu, gli insegnamenti sul vino bio e la farina un grazie iperbolico a Antonio, Anna e Manuela di Tricase.
Per le serate, il calcetto e il karaoke un ulteriore grazie a Salvatore S., Salvatore C., Francesco, Massimiliano e Alessandro di Specchia
Per avermi fatto sentire piu’ che a casa, meglio che a casa, poppita in mezzo a poppiti, per un amicizia e un legame piu’ lungo dell’ Adriatico un grazie incommensurabile a Nuccia, Niccolo’, Luciana, Claudia e la piccola Giorgia, Pasquale, Erika e la piccola Viola di Specchia
Per  dire grazie all’amico ritrovato, al compare, al fratello acquisito Alvaro di Specchia. Non ci sono parole che possano esprimere il sentimento di gratitudine: non mi resta che fraternamente abbracciarti piu’ forte che posso!

Finibus Terrae- Il Salento oltre lu sule, lu mare e lu ientu

 

 

 

 

Chiariamo subito un concetto: è in ragione dell‘amore per le mie radici e per questa terra che sento crescere queste domande.
Dopo 7 anni  di crescita costante di  presenze dei turisti il Salento  ha raggiunto la vetta della classifica: prima meta assoluta in Italia. Questo innarrestabile successo è frutto di diversi fattori:l’immagine pubblicitaria di un paradiso balneare,una  natura meravigliosa, una tradizione culinaria eccelsa ed un festival musicale ,”La notte della taranta”, che ha indiscussi meriti culturali.
“Non possiamo vivere solo di pomodorini e frisedde” disse il padre di una mia amica parlando del turismo, cioè di quello che è diventato il  principale settore economico provinciale. E come coniugare una vocazione turistica che porti visibilità ed entrate economica senza snaturare il tessuto sociale e comunitario salentino e senza cedere alle lusinghe del Dio Cemento e della devastazione del mare più bello del mondo?
Negli ultimi anni il Salento è stato capace di esprimere un movimento musicale e culturale ( la pizzica, i Sud Sound System, il cinema di E.Winspeare tra gli altri) capace di creare un sentimento identitario salentino così forte da potersi imporsi a livello europeo ed aprirsi a nuove influenze. Lo stesso amore per le proprie radici non può dunque rappresentare la guida per un modello di sviluppo turistico ed economico di un Salento che ama e preserva le proprie bellezze? Un sistema  che punti a valorizzare le proprie coste, i propri borghi,le meraviglie architettoniche del barocco senza cedere alla cementificazione selvaggia?
Osare di più: credere in un turismo che sia sostenibile per l’ambiente è preservare il tessuto sociale di quel territorio.
Io credo che la vera sfida che ci attende ( e mi ci metto in mezzo anchio, anche se non ho alcun potere decisionale) sia quella di creare una proposta che viaggia su due binari forti: quello culturale e quello della mobilità. Appoggiare e sostenere iniziative culturali è indispensabile ma non basta: ci vuol il coraggio politico  di promuovere una mobilità turistica che privilegi i mezzi alternativi al mezzo privato. Potenziare una sistema treno+bicicletta e/o treno+autobus fino a raggiungere un livello di servizio in cui NON c’è bisogno di una automobile credo sia la vera sfida per un territorio bellissimo che vuol rimanere tale.

 

Finibus Terrae- Gioie e dolori di un cicloviaggio salentino

 

 

 

 

 

 

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Viaggiare in bici ne lu salentu offre la possibilita’ di percorrere strade secondarie da ammirare: costiere a picco sul mare piu’ bello del mondo, uliveti secolari a perdita d’occhio e pajare ( vecchie case di campagna) sono luce per gli occhi.
Gli sguardi increduli e stupefatti delle persone mentre pedalavo: non credevano ai loro occhi!
La cortesia e la disponibilita’ rinomata dei salentini aumentava quando mi vedevano arrivare con la bicicletta!

In due settimane non ho incontrato nessuno, ma proprio nessun cicloviaggiatore...e a volte mi sarebbe piaciuto incrociare saluti complici di gioie e fatiche
Le domande idiote di qualcuno che, dal suo Suv, dopo avermi guardato terminare l’ennesima salita mi faceva i complimenti con un sorriso beota.
I cosidetti percorsi cicloturistici del basso salento e le ciclabili di lecce: mettere dei cartelli nelle strade di campagna senza un minimo di percorso o collegamento e’ perfettamente inutile; pitturare i marciapiede di lecce con dei disegni di bicicletta NON e’ fare una ciclable, e’ fare una stronzata!
Il servizio trasporto bici FSE: e’ un servizio quello per cui devi chiamare un telefono per vedere se quel treno ha il vano apposito?se poi non ti rispondono come e ‘ successo a me? Devi andare alla stazione a litigare con il capotreno perchè non c’è il vano bici? Organizzare degli orari in cui segnali quali treni hanno il trasporto bici e quali no e’ cosi’ impossibile?

Finibus Terrae- il Capo di Leuca

 

 

 

 

 

 

Specchia

Lo premetto: mi e’ impossibile essere obbiettivo e distaccato…ci ho passato l’estate per 18 anni in un paesino arrocato nel colle piu’ alto del Salento ( 131 metri s.l.m.) improvvisamente assunto tra i borghi piu’ belli d’Italia. L’opera di trasformazione e valorizzazione svolta negli ultimi dieci anni ha sicuramente avuto dei meriti innegabili: il continuo aumento delle presenze si turisti e la bella ristrutturazione del centro storico sono innegabili. Dopo 15 anni che non tornavo la sensazione di straniamento e di stupore e’ stata innegabilmente forte. Restano, accanto accanto ai meriti di aver sistemato e abbellito centro storico, palazzo della biblioteca comunale e castello, anche gli atavici problemi di mobilita’ di un paese raggiungibile SOLO in auto e con uno stato pietoso delle strade.

Alessano

Questo paesotto dti 5000 abitanti mi piace chiamarla la piccola perla del Sud Salento. Lungo la strada che da Maglie porta al Capo di Leuca, su un piccolo colle, sorge questo pittoresco borgo dagli edifici di bianco tufo. Il dedalo di vicoletti e coorti parte da Piazza Don Tonino Bello ( conosciuta semplicemente come la “chiazza” ) disegnando un piccolo labirinto di uscii, patii, finestre e donne sedute in strada a prendere il fresco. Una gioia, seppur piccola, per gli occhi che rimane costante negli anni!

Finibus Terrae- La Litoranea Adriatica

 

 

 

 

 

 

Santa Cesarea Terme
Questa cittadina di mare, situata nella parte piu’ orientale d’Italia, deve gran parte della sua fama ad una antica  tradizione di stazione balneare ed essere stata il set del piu’ famoso film di carmelo Bene: “mamma li turchi”.
La citta’ conserva ancora degli  splendidi esempi di architettura barocca: dalla strada provinciale che scende verso il mare sono molte le ville, pittoresche e colorate, che si possono ammirare. Cio’ nonostante la mia delusione per lo stato della costa e’ stato forte: si sono moltiplicati le stazione balneari private di dubbio gusto e di certo inquiinamento visivo e acustico.
Castro
Il nome di origine latina ( castello)  e’ una appopriazione indebita che i romani fecero di una splendida fortezza costruita dai messapi. Si erige a picco sull’ incantevole scogliera il castello fortificato da mura perimetrali risalenti al sec. Arrivare fin lassu’ dalla litoranea e’ una prova di volonta’ e una faticaccia: dopo aver sputato sangue per arrampicarsi lassu’ con la bicicletta si viene ampiamente ripagati. Dopo 15 anni che non la vedevo non solo non mi ha deluso, ma mi ha migliorato il  ricordo che conservavo! Tra la cittadella e una delle scogliere piu’ incantevoli che occhi possano vedere!
Andrano
Onestamente parlando, non avevo grandi ricordi di questa marina, ma mi sbagliavo di grosso. Non tanto per l’abitato uguale a tanti, ma per una scolgiera di tutto rispetto ed un mare da urlo: di color blu-verde, pulito, salubre e splendiamente adricatico. Fare il bagno qui da’ un po’ di sollievo dalle mostruose fatiche biciclettare!
Santa Maria di Leuca
Il piccolo villaggio di pescatori di leuca, frazione di Morciano, ha nella sua chiesa dedicata alla maria, madonna della terra di dove finisce la terra ( finibus terrae appunto) il simbolo: qui si inizia e si finisce. Assurge a simbolo del tutto, forse adirittura del viaggio stesso. Qui mare Ionio e mare Adriatico si incontrano, si scontrano e infine si uniscono nel mare nostrum: il Mar Mediterraneo.
Nella sua delicata bellezza Leuca e’ il posto in cui il Girandoliere sente di voler andare per dare compiutezza al tutto, come una specie di ying e yang salentino
Ps: per chi volesse il 15 agosto, per i festeggiamenti della patrona, c’e’ la processione delle barche in cui trasportano la madonna in mare alla luce delle lampare:  uno spettacolo emozionante anche per i non credenti come il sottoscritto
Ps: ho notato sono spuntati cartelli che indicavano l’accesso “libero” alla spiaggia….novita’ a cui non ero abituato…!

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