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Viajar descanta, ma chi parte mona torna mona

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Ciuri Ciuri- Ortigia

Ortigia….la vecchia Siracusa…

Ortigia…un isoletta attaccata alla terraferma…a siracusa alla sicilia….

carina mi sembra la parola più adatta per descriverla…vista al tramonto un abella luce non le dà quel quid in più che mi aspettavo dopo l’ottima impressione serale…ma non cancella quelle belle passeggiate intorno…a circunnavigare questa piccola isoletta densamente abitata…piena di verde…e con quelle casette…quei palazzi vicini vicinissimi…senza un intervallo uno dagli altri.

ne ho apprezzato soppratutto il lato di marino….quel suo estendersi e allungarsi verso il mare mediterraneo…quel carattere che fu di lei avamposto della grecia italiana….e che provvedono a ricordarci ( spesso con cattivo gusto…come il park auto “talete”!!!!). La senti la statura romantico-decadente che attira così tanti stranieri…che qui più che negli altri luoghi siciliani che ho visitato. Ha il fascino di città che è stata grande e che si culla in quegli allori….


Ciuri Ciuri- con l’orizzonte d’africa

ore 19.58

partiti in direzione strada provinciale 19….a sud della provincia di Siracusa, punta estrema dell’isola. La punta esterna meridionale di quell’ideale triangolo che la sicilia…certamente non è il punto più a sud dell’Italia continentale ( in calabria..)…nemmeno dell’italia come stato ( lampedusa…che credo si giochi il posto d’avanposto d’europa in concorrenza con ceuta)…ma questo basta. basta e avanza a instillare un pensiero che abbia orizzonte invece che panorama. Questa strana sensazione che mi pervade quando percorriamo quella strada che mira a sud…a quel piccolo porticciolo con l’orizzonte d’africa.  E’ solo un pezzo di terra, ma scatta l’immaginazione che ti porta a far volare lo sguardo oltre spiaggia e i metri di mare fino a dove lo sguardo non distingue più cielo da mare..

OASI NATURALE DI VENDICARI: Partiamo da qui per scendere verso la punta…questa piccola riserva naturale che abbraccia qualche chilometro di costa sulla strada che va a Pachino. Peccato…peccato per il sole che picchiava anche a pomeriggio inoltrato…per la massa marea…in primavera questa chicca sarebbe stata godibilissima anche senza molto da offrire…se si esclude passeggiate su strade bianche, “raste” e qualche resto punico…

PORTO PALO E CAPO PASSERO: e anche l’isola delle correnti. e un bar cafonissimo…da evitare assolutamente…non solo per un madornale errore ( magliette dello staff con stampa annessa: “bar più a sud d’Italia”…ma sopratutto per la cafonaggine incredibilmente concentrata tutta qua e Heineken che bruciano nello stomaco.

A dire la verità non è che ci sia moltissimo da vedere: giusto la curiosità di poter arrivare nella vicina isola delle Correnti ( chiamata così perchè si incrociano Mar Tirreno e Mar Mediterraneo) sostanzialmente camminando!…che la profondità dell’acqua è tale da poterlo fare.

Ciuri Ciuri- Strada Provinciale 24

…Se impari la strada a memoria di certo non trovi granchè

se invece smarrisci la rotta

il mondo è lì tutto per te …

il viaggiatore, Mercanti di Liquore

Sbagliare strada per andare a vedere un paesino di montagna e scoprire una strada di campagna meravigliosa: con le pietre accastate a fare da recinzione, le more selvatiche da cogliere per addolcire il viaggio…un curva e controcurva che svela piano piano le montagne siracusane…mozzandoti il fiato!

e quindi la consapevolezza della scoperta….la gioia nel rendersi conto che ci abbiamo guadagnato a sbagliare strada…ci abbiamo guadagnato in gioia per gli occhi…in una luce meravigliosa…in uno spettacolo di sicilia nascosta.

come ieri sera, per andare a ragusa Ibla, sbagliando strada abbiamo avuto la scoperta del viaggio…la bellezza del girovagare ci ha portato in dono una sicilia bedda!!


Ciuri Ciuri- Ragusa Ibla

ragusa ibla

che bellezza!! che meraviglia gironzolare e perdersi per questa piccola chicca ragusana!

dai tornanti della provinciale appare una fortezza di pietra dura rubata a due costoni di montagna. Costruita da una voracità che scava, che continua a mangiare la montagna quasi fosse questa l’essenza della città stessa.

Ti aspetti un rudere lasciato all’incuria e ti vedi davanti una città viva e fiera che si lascia ammirare ma non intaccare.

Le stradine di pavè circondano barocco e pietra ovunque…in queste zone è un segno di riconoscimento…presente ovunque tu vada, di paese in paese, di città in città in questo sud-est siculo.

E ti lasci andare, seguendo il contunuo su e giù ragusano, da un palazzo all’altro, da un vicoletto preso a caso, da uno scorcio intravisto ad un altro…in un gioco continuato per ore..

in un saliscendi panoramico che ti culla la vista e l’umore

Ciuri Ciuri- Scicli

Scicli

Arrivati dalla provinciale , dalla parte di Modica, la vallata si apre, curva dopo curva. Vista dalla valle, Scicli sembra incastrata a forza su due valli brulle e lunari.

E’ dall’alto che Scicli  offre la sua visuale migliore, regalandoti l’impressione d’una piccola perla di chiese semi-abbandonate, d’una luce bianca a illuminare costruzioni diroccate.

Una volta sceso t’accorgi di gironzolare per stradine in saliscendi in pavè ciotolato, sotto una luce meravigliosa.

Vista dal basso Scicli è un barocco abbandonato a se stesso, quasi fosse sgarrupato dentro. quasi lo fosse irrimediabilmente.

e se questo contribuisce al suo fascino decadente, lasciarla così è veramente un peccato….perchè non se lo merita.

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