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Viajar descanta, ma chi parte mona torna mona

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Ncoop’ o’ mare-Napule Tana

 

Vietri…

costiera amalfitana…

mare. mare vero. bagno ristoratore…rigenerante in contesto meraviglioso.

che cosa di più??

sera

il sole tramontante lascia una pallida luce dai colori sulfurei che irradiano le finestre dell’ostello. mi vengono in mente due pensieri: da un lato la totale follia della mia idea di venire a napoli e dall’altro le conseguenze. avevo voglia di partire, per un milione di ragioni. e credo che a questo punto, posso dire di aver fatto bene. contento di aver visto, seppur parzialmente,  una città e una zona che non avevo ai visto. contento di aver deciso di venire in una notte. contento di nn essere stato a casa a rompermi le balle. contento di averlo fatto in solitaria, senza nemmeno chiedere a qualcuno se voleva venire. contento di aver sentito che era giusto farlo da solo perchè napoli lo pretendeva. contento di aver rivisto luciano. contento della serata di ieri e della giornata di oggi.

lasciarti andare e seguire il flusso…

Ncopp’ o’mare-Borgo Santa Lucia e Mergellina

napoli  presa dal mare ha una bella visuale di acqua e genti…con il sole che esalta il bianco marmo di piazza plebiscito..passeggiare senza fretta in questa città incredibile.

comincio a entrare nel mood..mi incanalo nel susseguirsi delle cose…mi lascio plasmare dalla corrente della napoli di pensiero…quella che ti si dice…’ca funziona accussì….

e allora seguila la napoli presa dal mare…partendo dal porto….via vai di tonnara umana e meccanica mai ferma…risalendo per la zona di borgo san lucia…sfiorare il castel novo….lasciarsi scivolare fino a farsi abbagliare da piazza plebiscito che ti appare bianca come la luce. E poi ridiscendere di nuovo…sentire il richiamo del mare….costeggiarla napoli…da castel de l’ovo…dormire ai giardini…proseguire fino alla meraviglia di mergellina. D’una dolcezza nell’ora del tramonto, Mergellina è porticciolo che anticipa la più famosa Posillipo, ma che si mostra gentile e verdeggiante. Ha un piccolo camminatoio a ridotto dei frangiflutti….la sera d’estate dà il massimo di sè!

e nn ti stupisci + di nulla…tutto ti sembra solo una sfaccettatura di qualcosa…accetti le regole del gioco…e ti lasci trasportare nelle mille contraddizioni che rendono unica questa città

e alla sera luciano, anzi zio luciano, con il sorriso e la gioia di reincontrarsi. con le chiacchere, con il dialetto di napoli stretto stretto. con le risate. con due birre. con una serata eccezionale.

Napoli mi sembra sempre di + un labirinto…che ti porta a perdersi nelle sue viscere…stabilire se è  bene o male è del tutto inutile.

Ncopp’ o’ mare-il primo impatto

24 grana- Sbaglio \’e parole

Il primo impatto con napoli si chiama brulicare di visi, corpi e sonorità che vengono racchiusi in una parola: stazione piazza garibaldi. Sceso dal treno ti ritrovi catapultato in una fiumana senza fine dove si incrociano tutti i mezzi possibili: circumvesuviana, autobus, treni, biciclette ( poche a dire la verità!!), motorini….a chi ci arriva per la prima volta è un ottimo antipasto per descrivere il resto della città. Non credo ci sia prova migliore per chi è appena arrivato: se superi questo scoglio con lo spirito giusto, il resto viene tutti più facile. A spaventare il novizio, sopratutto quello nordico ( inteso come nordico italico ma anche nordico europeo) è come sia possibile che questo frenetico brulichio di mezzi e umanità varia riesca a proseguire senza scontrarsi in un inevitabile esplosione generale. Il nordico si chiede, smarrito e con una punta di angoscia, dove sta la logica che permette e che regola tutto questo brulichio ininterrotto…


Ncopp’ o’mare-Intercity night

24 grana- Vesto sempre uguale

25 agosto

in treno. con un ritmo molto lento prendo consapevolezza di questa partenza. forse per via di questo lento cullare del treno…questo ritmo sempre uguale che mi culla come una litania…e il mio corpo prende man mano certezza di stare partendo.

Ho già viaggiato in questi carrozzoni che, sopratutto d’estate fanno la spola tra il sud e il nord italia…per origini paterne e per destinazioni ne ho presi molti sulla rotta adriatica di questa Italia lunga lunga…ho sempre visto dei carrozzoni arrancanti, sporchi e malridotti oltre ogni ragionevole speranza di manutenzione…ho sempre visto quell’aria da rattoppo e miseria che suscitava la loro vista…ho spesso sentito il risentimento che nasceva da queste condizioni indecorose…quasi che chi dovesse fare quella tratta dovesse scontare un atavica colpa.

Trenitalia, l’azienda che gestisce operativamente la rete ferroviaria italiana, ha da anni iniziato un opera di diversificazione spinta delle tipologie dei treni: questo per l’Intercity ha significato diventare il carrobestiame delle lunghe tratte, snobbato ( nell’immagine e nella manutenzione) rispetto al più nobile Eurostar, finendo per diventare una sorta di fratello sfigato . Di questi e di molti altri cambiamenti, che trasformano gli amanti del treno e i pendolari in una sorta di martiri moderni, non trovo migliore sintetizzazione di quelle che mi fece un ferroviere friuliano 10 anni fa a bordo di un Lecce-Trieste…”il passaggio, per voi, da passeggeri a clienti è quello che ha segnato la fine. La fine per voi e per noi “.

Trovo la mia cuccetta e la trovo, sorprendentemente,  più decente e pulita di quanto mi aspettassi….i ricordi di treni sgangheratissimi e puzzolenti se ne vanno….arrivano invece a farmi compagnia un vecchio pazzo e un simpatico messicano con cui parlare di Julio Cortazar..

Comincio questo girovagare in solitaria..e sono abbastanza curioso di vedere gli effetti che mi produrrà questa condizione di viaggio. Nutro delle buone aspettative su Napoli ….da domani si vedrà…

Ma ora vediamo di entrare in mood relax…on reading rayuela…on listening 24grana.

Ncopp’ o’ Mare

Preso atto che i miei compagni di viaggio avevano esaurito le loro energie residue per l’estate,  un pensiero si era impradonito della mia volontà: ripartire. Subito!

Durante il viaggio di ritorno dalla Spagna, forse per far passare quelle lunghe ore a guardare autostrade e macchine in ogni dove, la mia testa si interrogava su dove andare. Perchè se era ormai dato per assodato che si doveva ripartire, bisogna anche decidere dove andare…Ma all’improvviso, come a volte mi accade, più della testa decise la pancia, la quale disse semplicemente: Napoli, in solitaria!

Arrivato a casa il sabato sera, passai la domenica a concludere alcune cose pratiche come trovare un posto in un treno Icn, scegliere un ostello e rifare le valigie..Il lunedì sera ero sul binario della stazione armato di  zaino,  quaderno, un libro di Cortazar e un numero di un amico napoletano, che avrei volentieri rivisto per una birra in compagnia…

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