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Viajar descanta, ma chi parte mona torna mona

Finibus Terrae- Il Salento oltre lu sule, lu mare e lu ientu

 

 

 

 

Chiariamo subito un concetto: è in ragione dell‘amore per le mie radici e per questa terra che sento crescere queste domande.
Dopo 7 anni  di crescita costante di  presenze dei turisti il Salento  ha raggiunto la vetta della classifica: prima meta assoluta in Italia. Questo innarrestabile successo è frutto di diversi fattori:l’immagine pubblicitaria di un paradiso balneare,una  natura meravigliosa, una tradizione culinaria eccelsa ed un festival musicale ,”La notte della taranta”, che ha indiscussi meriti culturali.
“Non possiamo vivere solo di pomodorini e frisedde” disse il padre di una mia amica parlando del turismo, cioè di quello che è diventato il  principale settore economico provinciale. E come coniugare una vocazione turistica che porti visibilità ed entrate economica senza snaturare il tessuto sociale e comunitario salentino e senza cedere alle lusinghe del Dio Cemento e della devastazione del mare più bello del mondo?
Negli ultimi anni il Salento è stato capace di esprimere un movimento musicale e culturale ( la pizzica, i Sud Sound System, il cinema di E.Winspeare tra gli altri) capace di creare un sentimento identitario salentino così forte da potersi imporsi a livello europeo ed aprirsi a nuove influenze. Lo stesso amore per le proprie radici non può dunque rappresentare la guida per un modello di sviluppo turistico ed economico di un Salento che ama e preserva le proprie bellezze? Un sistema  che punti a valorizzare le proprie coste, i propri borghi,le meraviglie architettoniche del barocco senza cedere alla cementificazione selvaggia?
Osare di più: credere in un turismo che sia sostenibile per l’ambiente è preservare il tessuto sociale di quel territorio.
Io credo che la vera sfida che ci attende ( e mi ci metto in mezzo anchio, anche se non ho alcun potere decisionale) sia quella di creare una proposta che viaggia su due binari forti: quello culturale e quello della mobilità. Appoggiare e sostenere iniziative culturali è indispensabile ma non basta: ci vuol il coraggio politico  di promuovere una mobilità turistica che privilegi i mezzi alternativi al mezzo privato. Potenziare una sistema treno+bicicletta e/o treno+autobus fino a raggiungere un livello di servizio in cui NON c’è bisogno di una automobile credo sia la vera sfida per un territorio bellissimo che vuol rimanere tale.

 

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