Viajar descanta, ma chi parte mona torna mona

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Vent’anni dopo-Gli incroci possibili

 

 

 

 

 

 

Concedetemi un’ultima parola sulla bosnia, anzi due: incroci e possibile.

 

Ho ascoltato, da persone diverse e in momenti diversi, una nostalgia non per il governo di Tito, quanto per un sistema che inglobava le differenze ripudiando le pulsioni nazional-religiose. Questa malinconia fa il pari con il lavarsi la coscienza delle responsabilitainterne scaricando tutto sull’amministrazione Clinton e sull’Europa ( che pure ne hanno avute tante).

 

Riflettendo su quelle parole mi accorgo che non enostalgia di un sistema comunista mitizzato ma della sua capacitapratica di tenere insieme tutte le turbolenze balcaniche. Ecco che polveriera, riferita ai balcani, e’ solo nella testa di quei politici( serbi, croati e bosnjak) che la usano come strumento di potere e di consorteria.

 

Il voler mantenere, nonostante abbiano subito ferite d’ogni genere, l’idea che la Bosnia e l’essere bosniaci siano uno Stato laicamente ancorato alla certezza che ci sia uno spazio comune per diverse confessioni, e’ il miglior insegnamento.

 

Non perchesia facile ma perche’ e’ possibile!!!

Vent’anni dopo- Mostar

Stari most…il ponte vecchio bombardato nel 1993 dai nuovi barbari calati dalle montagne dell’Hercegovina e ricostruito a tempo di record dai fondi Onu.

Citta’ strana…che incanala e invoglia una massa enorme di turisti, i quali affollano il suo centro storico affollato dai troppi negozi di suovenir e paccottaglie. Ma in cui si respira, molto piu’ che a Sarajevo o altrove l’ atmosfera di Oriente. Forse Turchia..forse ricordi di impero ottomano..forse e’ solo oriente: bazar in altre parolE. Riammodernato per accogliere i nuov barbari, questa volta suntuosamente invitati.

Sia quelli che la Bosnia-Hercegovina l’hanno visitata..loro sono stati a Mostar e Sarajevo..sia quelli dei viaggi parrocchiali di gruppo a medjugorije con capatina a Mostar…sia i nuovi tour sponsorati da Lonely Planet per americani( in senso continentale messico usa o brasile fa poca differenza) in cui i balcani si risolvono in una filastrocca di consonanti..Ljubjana- Zagreb- Sarajevo- Mostar-Kotor- Beograd…

Dovidenija vien da dire…

Vent’anni dopo- Mostar

Stari most…il ponte vecchio bombardato nel 1993 dai nuovi barbari calati dalle montagne dell’Hercegovina e ricostruito a tempo di record dai fondi Onu.

Citta’ strana…che incanala e invoglia una massa enorme di turisti, i quali affollano il suo centro storico affollato dai troppi negozi di suovenir e paccottaglie. Ma in cui si respira, molto piu’ che a Sarajevo o altrove l’ atmosfera di Oriente. Forse Turchia..forse ricordi di impero ottomano..forse e’ solo oriente: bazar in altre parolE. Riammodernato per accogliere i nuov barbari, questa volta suntuosamente invitati.

Sia quelli che la Bosnia-Hercegovina l’hanno visitata..loro sono stati a Mostar e Sarajevo..sia quelli dei viaggi parrocchiali di gruppo a medjugorije con capatina a Mostar…sia i nuovi tour sponsorati da Lonely Planet per americani( in senso continentale messico usa o brasile fa poca differenza) in cui i balcani si risolvono in una filastrocca di consonanti..Ljubjana- Zagreb- Sarajevo- Mostar-Kotor- Beograd…

Dovidenija vien da dire…

Vent’anni dopo- Mostar

Stari most…il ponte vecchio bombardato nel 1993 dai nuovi barbari calati dalle montagne dell’Hercegovina e ricostruito a tempo di record dai fondi Onu.

Citta’ strana…che incanala e invoglia una massa enorme di turisti, i quali affollano il suo centro storico affollato dai troppi negozi di suovenir e paccottaglie. Ma in cui si respira, molto piu’ che a Sarajevo o altrove l’ atmosfera di Oriente. Forse Turchia..forse ricordi di impero ottomano..forse e’ solo oriente: bazar in altre parolE. Riammodernato per accogliere i nuov barbari, questa volta suntuosamente invitati.

Sia quelli che la Bosnia-Hercegovina l’hanno visitata..loro sono stati a Mostar e Sarajevo..sia quelli dei viaggi parrocchiali di gruppo a medjugorije con capatina a Mostar…sia i nuovi tour sponsorati da Lonely Planet per americani( in senso continentale messico usa o brasile fa poca differenza) in cui i balcani si risolvono in una filastrocca di consonanti..Ljubjana- Zagreb- Sarajevo- Mostar-Kotor- Beograd…

Dovidenija vien da dire…

Vent’anni dopo- Sarajevo

Sono sensazioni strane quelle che provo in questa citta’, capitale della bosnia-erzegovina, cosi’ tristemente famosa per l’assedio piulungo della storia europea moderna.

Ottimi gli spunti che trova la mia macchina fotografica, disseminati un poovunque in centro e nei quartieri circostanti( Kontuk e grbavica su tutti).Anche se sento mi manca un qualcosa che non riesco a raggiungere, complici il sole rovente e l’afa asfissiante.

E si comincia dalmercato di Baščaršija, antico nodo commerciale giudaico-turco che fece le fortune mercantili di questa citta’, traformato nella caricatu di se stesso, dandomi la sensazione di un suk per lonely planet.

Con l’amaro in bocca cerco rifugio nei parchi della ulica marsala tita, trovando ombra e saravajesi veri che giocano a scacchi, bambini urlanti, madri rincorrenti e ragazzini hiphoppettari

Mi muovo sulla riva destra della Mijanka a cercare conforto nei quartieri di kontuk e grbavica, li’ dove trovo ruderi buoni per la forocamera e case ristrutturate della borghesial locale.

Sono sincero: nemmeno per un minuto ho perso la testa per questa cittadi cui, mia colpa, non ho capito il fascino. Di un cosa perosono convinto: la sua anima giocosa, multiculturale e festaiosa earrivata fino a me contagiandomi. Citta’ tremendamente attaccata ai suoi ritmi metropolitani variopinti, balcanici,europei e orientali

 

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