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Viajar descanta, ma chi parte mona torna mona

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Ciuri Ciuri-Appena Arrivati

Non siamo riusciti a resistere al sur…e appena sbarcati in Isola al grido di : al sur al sur ci siamo lanciati fino ad avere l’africa d’orizzonte. a Siracusa

La sicilia, qui, abbagli gli occhi di terra rossa e tufi…ti ammaliano gli orizzonti di mare…ti perdi nei chioschi…è come una conferma del tuo istinto…è una botta di energia positiva che ti pervade ogni volta che vai a Sud.

Ciuri Ciuri- binario 10 stazione di bologna

il caldo appicicaticcio di Bologna da dentro la sua stazione sembra essere l’unico dato sensoriale e tattile.

Non mi sono ancora reso conto che parto. si certo! sono cosciente di non dover andare a lavoro nei prossimi giorni…sono consapevole di aver caricato la macchina con tutto il necessario …

ma queste sono cose pratiche…di tipo organizzativo…centrano con la dimensione materiale del viaggio certo…però ho come la certezza che ci sia una dimensione di percezione…di sensazione di consapevolezza del Viaggio.

Spesso, ma dovrei dire sempre, mi capita di entrare nello status mentale del viaggiatore un poco alla volta: il realizzarlo richiede un po’ di tempo.

Ecco…allora il treno di questa Italia lunga lunga….ancora una volta Italia lunga lunga…tutun tutun…tutun tutun…il treno culla.

Ma la consapevolezza sta arrivando…piano piano…ma ho bisogno che il treno parta…che miri al Sur perchè senta il Viaggio. Ed è curiosa questo stato mentale della consapevolezza…questo aver bisogno di un oggetto mediatore perchè il mio essere viaggiatore prenda piena consapevolezza del suo essere tale.

E allora al sur…al sur…ostinatamente al sur…per cercare qualche altro filo nella matassa di me stesso…per immergermi nel sud selvaggio e polveroso…per lasciarmi sedurre dal gusto dei mille sapori siciliani..per farmi abbagliare dalla luce dei muri di tante città…per farsi incantare dalla rudezza naturale…per farsi rapire un’altra volta da un altro Sud.

Ciuri Ciuri

 

ciuri ciuri ciuri di tuttu l’annu, l’amuri ca mi dasti ti lu tornu
ciuri ciuri ciuri di tuttu l’annu, l’amuri ca mi dasti ti lu tornu…

….canzone popolare siciliana…..

Ciuri Ciuri ovvero le ragioni di un viaggio in Sicilia

Questa piccola pagina ha la funzione ( o forse il borioso compito) di provare a dare dei piccoli frammenti delle ragioni di pancia che mi hanno portato a pensare a questo viaggio e a partire per la sicilia.

Per farla breve il viaggio è una parte importante di me, quasi una necessità oggettiva a cui dover periodicamente rispondere. Questo mi porta a scegliere le mie mete prima di pancia e poi a comprendere i motivi razionalmente, ma solo in un secondo tempo. Questo perchè non vado semplicemente da un posto ad un altro, ma perchè il  viaggio ha sempre dei motivi di interesse ( culturale, d’affinità, di curiosità, ecc..) e perchè mi smuovono qualcosa dentro. E in questi ultimi tempi il richiamo dice una parola sola: al Sur!

E quindi finalmente Trinacria!!!L’isola che avrei voluto visitare già lo scorso anno, ma  non se ne fece nulla. Avevo in mente comunque di concentrarmi su alcune zone/provincie della sicilia sia perchè avevo poco tempo a disposizione sia perchè volevo gustarmela, assaporarla piano piano, con calma. In questo volevo immergermi nel mood meridionale ( che è il MIO bioritmo) , con una diversa concezione del tempo e quindi della vita.

Volevo unire l’aspetto conviviale….l’aspetto naturale…e l’aspetto architettonico-culturale. Avevo voglia di vedere delle città e dei paesaggi, vicoletti e scogliere,  chiacchere di paese e cibo siciliano. il tutto da un tempo che fosse scandito solo dal lasciarsi andare nel flusso delle cose.

Armati di macchina ( caricata in treno per l’occasione) e la amata e insostituibile tenda siamo partiti per l’Isola. Compagni di viaggi animati dallo stesso approccio disteso alla vita: Binco, companero de viaje  di tutti gli ostelli e i campeggi d’europa e Compare Peppe, mio divertentissimo coinquilino.

LaQueridaVozDeSevilla-Sur..Sur..Sur…

 

Venire a siviglia, anche se solo per pochi giorni per me, ha significato una tappa di una strana

cosa cominciata ormai quasi due anni fa. Questa citta’, con i suoi vicoli pieni di fiori, le sue case tinta pastello, i suoi tanti, tantissimi parchi, la sua gente disponibile, la terra rossa….e’

terra di sud.

sud come parola che descrive uno stato geografico ed uno stato filosofico: come se ci fosse , in me e forse in altre persone, una sottile linea che congiunge molti sud del mondo. molti , ma non tutti, almeno per me. non si spiegherebbe altrimenti l’emozione che mi ha scombussolato lo stomaco quando ho messo piede in aereporto e ho visto, nei campi alla periferia di siviglia la stessa terra rossa riarsa del sole di altri sud come il salento o napoli.

e allora forse esiste davvero questa linea che congiunge alcuni luoghi geografici visti e altri non ancora visti, ma ugualmente “sentiti” come parte di un unico sud. perche’ se e’ vero che in ognuno di questi ho sentito quella alchimia che li lega. altrimenti non si spiegherebbe perche’ ci siano dei luoghi che voglio assolutamente visistare e che sento come miei, in quanto parte di questa linea. non vedo altra spiegazione se non quella di intravedere, magari incosciamente questo legame che unisce l’andalusia al salento, napoli a siviglia, la sicilia a buenos aires, la puglia alla patagonia.

siviglia ha delle bellezze che si possono facilmente elencare, guardare e ammirare paesagisticamente, architettonicamente e artisticamente. quello che me’ difficile spiegare e’ quella conferma che mi ha dato dal primo giorno che sono arrivato: la conferma che il mio istinto non si sbagliava quando insisteva a farmi venire qua. perche’ qua avrei trovato un’altro pezzettino di me. un pezzettino che e’ estremamente difficile da spiegare a parole, perche’ un percorso che non ha punti fermi a cui aggrapparsi, ma come unico filo conduttore faticosamente riscontrabile in questo evanescente sud. che diventa prima di tutto condizione mentale ed emotiva prima che geografica. un filo che segue percorsi poco lineari e accostamenti inusuali. e che non so ancora dove mi portera’.

e se quella voce che tanto insistette per farmi venire qui, per dirmi che qui a siviglia avrei trovato un po’ di quel sud che tanto mi sembra chiamare in questo periodo della mia vita e che tante cose sta smuovendo in questi giorni…..questa voce…dicevo…come posso ignorarla…come posso far finta di niente quando mi sta imponendo di a proseguire nel dipanare questo filo che mi conduce verso la prossima meta.

Al Sur.

LaQueridaVozDeSevilla-Hacer las maletas

Fare lo zaino o la valigia…..è forse il momento più bello…quasi un sorta di rito che si

gusta la sera prima di partire. Aprire armadio e cassetti vari, tirarne fuori i vari vestiti e stenderli sul letto prima della preparazione dello zaino mi dà un’allegria e un buon

un buon umore impagabili!!…..forse è solo in quel momento che comincio ( ripeto comincio) a prendere consapevolezza che sì….finalmente si parte!!!

Questa sera c’è  nell’aria di contentezza per la partenza….anche se nella mia testa ci sono pensieri che non centrano nulla con Sevilla e con la gioia di andare in Andalusia….stasera sono distratto da pensieri altri….

E’ estremamente divertente ridere sopra se stesso e la propria mente, che continua a stupirti! Proprio stasera che dovrei “vedere”  il viaggio che comincia…i pensieri invece va in una direzione femminile!!!! Ma ora basta…ora c’è l’allegria nel fare la

valigia…c’è la gioia nel brindisi della partenza…c’è l’energia positiva del ritorno ad un appuntamento mancato….ripenso all’estate scorsa e a quella maledetta decisione che ci portò, lasciando Madrid, a svoltare verso Est invece che farci abbracciare dal Sud.

…e allora…è come avere un’altra occasione…por eschucar la querida voz de Sevilla…

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