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Viajar descanta, ma chi parte mona torna mona

Eireann- Contee di Wexford-Waterford-Tipperary


WEXFORD

Appena atterrati al Dublin Airport abbiano noleggiato una macchina e siamo partiti in direzione sud: contea di Wexford. Dobbiamo arrivare in questo piccola paesino all’estremità sud-est dell’isola di smeraldo a recuperare la quinta, Chiara, che ci raggiunge via nave dalla Cornovaglia.
Ora, con la formazione al completo siamo in 5 che gironzoliamo per il porticciolo: oltre a me sono venuti Spadino, Binco e mio fratello Michele.
La N 11 ci regala cielo plumbeo e piovvigionoso, ma sopratutto ci dà il primo contatto con il sud dell’Irlanda. La strada stalale attraversa tutta la provincia del Leinster, passando in mezzo a paesi e villaggi, regalandoci il meglio del paesaggio urbano del sud dell’Irlanda. Un festival di colori dipinge un dolce susseguirsi di piccole case, pub e chiesette di campagna restituendo ai nostri occhi avidi il piacere della vista.

CONTEA DI WATERFORD
Il giorno dopo lasciamo il sud-est per andare in direzione Waterford e addentrarci nel Munster, una delle 5 provincie irlandesi. Oltre alle già citate Leinster e Munster ci sono il Connemara, che copre pressaporto la parte ovest e nord-ovest dell’isola, e la provincia dell’Ulster. Quest’ultima provincia ha conosciuto ed è conosciuto per vicende politiche e militari che hanno visto atrocità e violenze in una spirale cominciata nel 1700 che ancora oggi non ha visto una definitva e duratura fine.
A partire dal ‘500, per ragioni politiche la monarchia inglese incoraggiò finanziariamente dei coloni protestanti nella regione nord orientale dell’isola, fomentando e incoraggiando agitatori religiosi a biechi fini politici: volevano creare un
enclave protestante in una regione a maggioranza cattolica per creare divisioni all’interno della popolazione irlandese e così avere in pugno la situazione.
Questa politica sporca di finanziamento di agitatori e squadracce paramilitari fece sì che, nel corso del ‘900 e durante il lento processo di indipendenza irlandese, anche da parte cattolica si crearono bande armate. Questo significò la prima sassiola, la prima bomba, omicidi, quartieri-ghetto, coprifuoco per gli abitanti, reparti anti-sommossa e attentati. Tra la fine degli anni ’60 del XX° secolo e gli inizi degli anni ’70 Belfast, Derry e l’ulster diventarono il campo di battaglia di una odiosissima e merdosissima guerra civile tra irlandesi. Violenza chiama violenza in una spirale da incubo. A questo proposito segnalo il bel film di Paul Greengrass “Bloody Sunday”.

Facciamo una breve visita a Waterford, la città delle 3 sorelle o dei fiumi che si incrociano qui prima di gettarsi tutti insieme a mare. Sicuramente godibile una passeggiata di un paio di ore lungo il centro pedonale ricco di negozietti, in particolare di cristalleria, specialità locale alla quale sembra ci tengano molto.
Dopo Waterford, ci immergiamo nella campagna irlandese della contea con l’obbiettivo di raggiungere il rock of Cashel, castello-cimitero celtico.
E di fronte allo spettacolo bucolico che vediamo intorno a noi, Binco esclama: “avevi ragione Gianni….adesso ho capito perchè la chiamano l’Isola di Smeraldo!!”

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